“Tracce” a cura di Nicolas Ballario

Da ottobre 2020 al 9 aprile 2021, in contemporanea nelle gallerie di Milano, Torino e Verona il nuovo progetto di Valerio Berruti: “Tracce”.

La galleria MARCOROSSI artecontemporanea ha riaperto  la stagione espositiva nelle sue gallerie con una personale di Valerio Berruti intitolata “Tracce”, a cura di Nicolas Ballario.

Il ciclo “Tracce”, presentato in anteprima a Pietrasanta nell’estate del 2019, riunisce una serie di opere su cui l’artista lavora dal 2009 e rappresenta una linea trasversale che unisce i suoi precedenti lavori con la sperimentazione scultorea.

Il disegno, che è sempre alla base del lavoro di Berruti, diventa in “Tracce” un segno inciso all’interno di lastre di acciaio di diverse dimensioni, come appunto una traccia in negativo delle sue sculture d’ombra. Il tratto dell’artista, sempre così riconoscibile, è talvolta sottolineato da una resina vetrificata che scalda l’acciaio e lo trasforma in una scultura che gioca con la luce, che cambia con l’esposizione e il passare delle ore.

La tecnica utilizzata è il taglio waterjet, un getto d’acqua ad altissima pressione (fino a 7.000 bar) usata da Berruti per tagliare le lastre d’acciaio. La complessità di programmazione ed il doversi rivolgere a personale altamente specializzato rendono difficilissima la resa artistica, ogni pezzo richiede numerose prove e sperimentazioni (basti vedere le diversità di esecuzione e dell’uso dei materiali di ogni opera), ma negli anni l’artista è riuscito a superare queste difficoltà realizzando opere che uniscono il fascino del suo disegno all’alta tecnologia. 

Il tema dell’infanzia, affrontato, esplorato e sperimentato da Berruti attraverso tecniche e punti di vista sempre differenti, è nuovamente al centro della sua poetica. Le opere in mostra, a seconda delle dimensioni e delle esigenze, possono essere appoggiate a terra o esposte a parete sfruttando la commistione tra generi che è propria di questo ciclo.

Completano la mostra alcuni disegni di diverse dimensioni, che riprendono il concetto delle opere in acciaio, con la sagoma incisa su cartoncino che si staglia su un fondo metallico.

Nel mese di marzo è stato presentato un volume, che come la personale è curato da Nicolas Ballario, che riunisce le opere dell’intero ciclo.