La giostra di Nina

Chiesa di San Domenico di Alba, MAXXI Museo nazionale delle arti del XXI secolo di Roma, Galleria Grande della Reggia di Venaria

2018

“La giostra di Nina” è il progetto cinematografico di Valerio Berruti composto da circa 3000 disegni realizzati a mano e uniti in sequenza fino a diventare fotogrammi di un video.

L’installazione monumentale rappresenta un grande carosello, tra i più evocativi simboli dell’infanzia. La scultura in vetroresina del diametro di 7 metri che l’artista ha modellato personalmente, al posto dei classici cavalli è composta da uccellini, simbolo di quotidianità e anche di libertà, affiancati a protagonisti destinati a spiccare il volo.

Lo speciale corto animato, prodotto da Sky Arte e con la colonna sonora scritta appositamente da Ludovico Einaudi, 
è stato presentato nel 2018 nella Chiesa di San Domenico di Alba con una mostra a cura di Arturo Galansino in occasione della Fiera Internazionale del Tartufo Bianco d’Alba.

Nel 2019 la grande giostra è stata esposta al MAXXI Museo nazionale delle arti del XXI secolo in occasione della presentazione in anteprima assoluta del cortometraggio alla Festa del Cinema di Roma.


Il corto animato attualmente sta partecipando ai principali festival di cinema internazionali riscuotendo un grande successo: dal Chicago International Children’s Film Festival al prestigioso Tirana International Film Festival fino alla vittoria, nella categoria corti animati, della prima edizione del KINNO Film Festival di Mosca.


La giostra di Nina è ora esposta nella meravigliosa Galleria Grande della Reggia di Venaria insieme ad alcuni fotogrammi che compongono la videoanimazione.

“È la prima volta che Sky Arte si lancia nella produzione di un film d’animazione diretto da un’artista. In passato abbiamo osato tradurre in action il fumetto popolare (The editor is in) e realizzato una serie di biografie illustri in forma di cartoon, molto apprezzate (Destini incrociati hotel), ma La Giostra di Nina occupa un posto particolare nella nostra storia. Per la sua ambizione anacronistica e avanguardistica insieme: sceglie di rinunciare totalmente ai software digitali, in favore di un’animazione composta da più di tremila disegni dell’artista, reinventa una storia tratta da un racconto di Filippo Bessone, altro langhetto doc, e danza sulle musiche originali di Ludovico Einaudi.”


Roberto Pisoni

“E sin dall’inizio questo progetto mi è parso degno di nota, se non addirittura unico, perché spazia tra diverse tecniche artistiche, includendo migliaia di fogli dipinti, un clip animato e una speciale scultura: una giostra funzionante e a grandezza naturale, con uccellini bianchi al posto dei tradizionali cavallini, che è anche un’installazione partecipativa. Si tratta inoltre del primo lavoro di Valerio che non rappresenta esclusivamente bambini, pur ruotando attorno ad un simbolo dell’infanzia come la giostra. Come già i misteriosi bambini di Valerio, nemmeno la sua giostra si presta ad una lettura univoca. Con il suo movimento circolare, il su e giù delle sculture a forma di passerotti, può facilmente diventare metafora della vita, con la sua ciclicità, i suoi alti e bassi, le sue opportunità di crescita e cambiamento, e la necessità di rincorrere i sogni.”


Arturo Galansino