Dove il cielo s’attacca alla collina

Cantine Ceretto, Bricco Rocche, Castiglione Falletto

2013

“Dove il cielo s’attacca alla collina, a cura di Gale Cochrane, Cantine Ceretto, Bricco Rocche – Castiglione Falletto

“Ovunque Proteggimi” è una scultura mobile, pensata per delimitare – o proteggere, come suggerisce il nome stesso – i terreni di Bricco Rocche, uno dei cru simbolo per la produzione dei vini di Casa Ceretto, a Castiglione Falletto nel centro geografico della zona del Barolo. I soggetti che compongono la scultura, uniti quando il cancello è chiuso, svelano una particolare relazione col territorio circostante. Osservandoli all’esterno si ha l’impressione che stiano rivolgendo lo sguardo alla cantina. Allo stesso modo, muovendo il punto di vista all’interno della cancellata, li si ritrova nuovamente di spalle, con lo sguardo rivolto al Castello di Serralunga.

Nella primavera del 2013 quattro lastre in ferro alte 2 metri, posizionate nel vigneto in corrispondenza dei punti cardinali, hanno composto l’opera “Dove il cielo s’attacca alla collina”. Il titolo è una frase tratta da “Il Partigiano Johnny” di Beppe Fenoglio, scrittore simbolo delle Langhe, e rappresenta perfettamente il gioco suggerito dalle sculture. All’interno di ogni stele è ritagliata una figura infantile che ha permesso allo spettatore di immergersi, attraverso l’arte, nel panorama delle vigne circostanti.

All’interno del Cubo di vetro, simbolo della cantina di Bricco Rocche, sono stati esposti i dieci grandi affreschi che compongono l’opera “Ognjen” raffiguranti un bambino che voltandosi su stesso interagisce con lo sguardo dello spettatore.

“I bambini sono presenze che avvalorano il rapporto io-mondo, che lo descrivono al di là di quel desiderio di possesso che nasce con la competizione che insorge quando sono maturi i tempi della riproduzione e della lotta che questa porta con sé. 

L’intervento nella campagna si configura dunque come una sorta di omaggio a un panteismo laico, in cui non viene reso omaggio a nessun dio se non alla natura stessa e alla sua capacità di dare e proteggere la vita. In questo quadro, uomo e luogo si compenetrano e si aiutano.  Quantomeno, quest’alleanza  è l’utopia semplice in cui Berruti ci invita, un’utopia che si realizza – da sempre –  quando l’uomo, gli animali, la terra riescono a comprendersi tra di loro e ad aiutarsi vicendevolmente.”

Angela Vettese