Kizuna

Pola Museum, Tokyo 2010

“Kizuna” a cura di Kaori Ikeda, Pola Museum Annex in Ginza- Tokyo

Una bambina muove nervosamente le mani: compone, crea, disfa o disegna, lavora assorta senza sosta fino a quando si ferma per fissare l’osservatore dritto negli occhi quasi volesse uscire dall’opera, la videoanimazione di cui è protagonista, come se cercasse complicità. Kizuna – questo il titolo della prima personale giapponese di Valerio Berruti (esposta dal 22 gennaio al 13 marzo 2011 al Pola Museum di Tokyo) significa proprio questo: il momento in cui due sguardi si incontrano.

Proprio nell’ultimo giorno di apertura della mostra il Giappone è stato travolto dal tremendo terremoto, seguito dallo spaventoso tzunami, del 2011. Sakamoto ha pensato potesse essere interessante allargare il combo animazione‐ musica ad altri artisti. E così, partendo dall’originale, altri musicisisti hanno realizzato una diversa colonna sonora sul video di Berruti mentre altri artisti hanno creato un’animazione sulla musica originale di Sakamoto. I vari video Kizuna rivisti e trasformati sono stati resi disponibili su iTunes e il ricavato dell’acquisto è servito per finanziare la Croce Rossa in soccorso ad un Giappone devastato dalla calamità.

“Berruti rappresenta bambine innocenti portatrici di pura gioia e dolore nel mondo, in altre parole, bambine che esistono ovunque. Nei suoi lavori bidimensionali i volti delle bambine vengono espressi seguendo quattro codici minimali (due occhi modesti, naso e bocca). Le loro forme semplici e morbide con un misto di timida curiosità sono dipinte in modo chiaro su tela grezza con pochi materiali, come se fossero segni spirituali. I suoi lavori suggeriscono anche una nuova sensibilità derivante dalla relazione tra l’individualità e la coscienza collettiva.”

Yuko Hasegawa